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Carla e Guido Ucelli di Nemi

Storia archivistica

Il Fondo intestato a Carla Tosi e Guido Ucelli di Nemi è unico e raccoglie le carte della famiglia Tosi-Ucelli, da cui prende il nome. Si tratta certamente di un complesso omogeneo di documenti di famiglia in cui trovano posto anche documenti d'impresa e affari che vanno oltre le strette attività familiari. Infatti, i numerosi componenti della famiglia Tosi-Ucelli, in particolare i due coniugi Carla e Guido, hanno un'intensa vita professionale occupando posizioni con ruoli importanti e preminenti; inoltre stringono numerose relazioni, alcune delle quali con importati figure della vita culturale milanese. Le serie raccolgono, dunque, carte che testimoniano queste intense attività e relazioni.
Il fondo, raccolto durante circa cinquant'anni di vita familiare, in origine era conservato nello studio personale di Guido Ucelli, presso l'abitazione di via Cappuccio 7, a Milano.
La donazione al Museo avviene per volontà degli eredi, per mezzo di un atto firmato il 31 luglio 2014, presso il notaio Mirella Palombo di Milano (atto n. di repertorio 62.464; n. di raccolta 12.020, registrato a Milano il 31 luglio 2014, n. 22171 serie 1T).

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Ambito e contenuto

Il fondo conserva, inoltre, carte delle famiglie di provenienza dei due coniugi, carte di Giovanni e Umberto Ucelli, padre e fratello di Guido, rimaste presso la casa di via Cappuccio, residenza della famiglia.

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Criteri di ordinamento

L'ordinamento originale rispecchia quello del soggetto produttore che organizza la documentazione creando separazioni nette fra i documenti familiari, i documenti professionali d'impresa, e quelli relativi agli affari e alle proprietà di famiglia.
Un primo intervento di riordino è stato effettuato dallo stesso Guido Ucelli a seguito della morte della moglie (1963): Guido organizza le carte per temi e affari, mantenendo una separazione tra le proprie carte e quelle di Carla. Dopo la morte di Guido (1964), lo studio è stato mantenuto sostanzialmente integro dalla figlia Bona.
I documenti integrano i fondi documentari storici già in possesso dell'istituzione.

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